lunedì 10 settembre 2007

Quando l’ignobil l’otto di settembre ovvero Cronache di una protostoria tutta all’ Italiana


“La storia fatta di silenzi,
di falsificazioni,
di mistificazioni,
non è maestra di vita…”
Jan Palach



Se è vero che la Storia non si fa con i se, vero è anche che con il senno del poi la storia è solo mistificazione.
Puro “ instrumentum “ di quel regno che è loco dei vincitori, verità di scettro, imposizione di regime.
Se il grande gesto eroico della stampella di un Enrico Toti suscita compiacimento e d esaltazione di qua del Piave, di la può essere segno di scherno, ilarità e sicuramente di odio o nel peggiore dei casi di vigliaccheria.
Non ci avvalleremo - certo – di tutti gli esempi che questa invalida Maestra ci potrebbe tirar fuori dal magico calamaio, ne tanto meno, assumeremo l’onere per noi, dei relativisti dell’ ultima ora che si compiacciono solo ed esclusivamente del piatto a loro posto da Francia o Spagna ma ; né andremo dietro – da gregari – all’ Idea perentoria che esista per questo bipede illuminato un bene o un male e che il bene sia a sinistra mentre il male a destra o viceversa.
Noi saremmmo gia lieti e gaudiosi se potessimo accontentarci ( si fa per dire ) dei
“ pacta servanda “ che in molte occasioni ufficiali o meno, ci hanno delineato quale popolo non dei “ Cesari “ ma di una eredità più vicina al simpatico “ Pulicenella “.
Ma la storia non è scherzosa e il satirico lo lascia ai trafiletti che l’ignaro e annoiato alunno non andrà certo a cercarsi su quel libro sempre più di Stato sempre meno suo e della sua gente.
Ed è in vece a codesta considerazione che ci sembra opportuno ripercorrere per sommi capi è ovvio, le tappe che portarono uno Stato fondato sul complotto giudaico carbonaro
( di certa carboneria facile più che – come sostengono i minuti profani – di certa massoneria regolare e Universale ) alla scelta della defezione fatta da chi questa terra mai sarebbe spettata: il re Sabaudo.
L’ignobil che era entrato nella Roma Sacra e Papalina attraverso un gruppo di scalmanati bersaglieri; che aveva abbindolato l’eroe Garibaldi con la prodezza e la falsità di un Cavour, morto per “cause ignote “ e in giovane età, che era salito al trono per grazia di quattro cinque rabbini Torinesi che gli avevano pagato debiti anzitutto, spese superflue e una sgangherata campagna militare degna di una armata Brancaleone
( guardate poi la fatidica impresa dei mille cos’altro non è … ) che aveva dato al presunto popolo Italiano la Costituente ( del tutto simile a quella che già nella Grande Germania e in altri paesi dell’ Europa da mano Romana civilizzata esisteva ), che altresì aveva lasciato come eredita consanguinea un nano minuto e schivo dotato di una grande donna con un grande cuore e una capacità di regere un popolo in declino ( la regina Elena ), ecco che, l’ultimo atto si recita quando l’esserino venuto dallo spazio Sabaudo, complottando con gli ori Americani e con pregiati monili e spezie Inglesi, svende quello che non gli è mai appartenuto: l’Italia !
E lo fa compiacendosi di un maresciallo dell’ ultima ora, di liberali in cerca di fortuna dopo un ventennio di costrizioni seppur di stabilità, e di eserciti di cafoni che avevano capito che si sarebbe di li a poco avvicinata la loro era: l’era del bronzo !
Ma non tutti erano pronti a tradire; non tutti per Giuda e per l’oro si sarebbero venduti.
E quelli che non l’hanno fatto hanno reso alla storia l’ennesima beffa; la beffa di chi è beffeggiato dalla Maestra che or’ora, ancora è di proprietà di certi colonizzatori neocons filo- Israeliti che guardano alle loro disgrazie commettendone di più efferate rispetto a quei popoli di cui ora sono loro gli occupanti.

Basta cambiare un simbolo e la Storia – SEPPUR MEDESIMA – cambia.
Basta una stella per una croce e si hanno buoni o cattivi; alla mercè di chi acquista perché nell’ era dei Comitati di Liberazione Nazionale l’obolo e solo esso, è il sacro Totem !
E Salò ? l’ennesima diavoleria di quei satanassi che non volevano mollare come incauto aveva invece fatto il prudente Re certo di tornare ad infangare con i suoi successori i nostri mari e le nostre terre.
Del resto piazze e vie a parte tutto, i Savoia le hanno conservate; ma è roba dei giorni che coi sia ancora gente che discuta sulla giustezza o meno di una piazza dedicata anzitutto ad un poeta e letterato quale Gabriele D’Annunzio che si macchio di una forma di Pre Fascismo San Sepolcriano.
E non c’è da meravigliarsi se gli Italioti preferirebbero – come fece Tal Presidente della repubblica baciandone schifosamente le esequie mortali – intitolare una piazza al Maresciallo Tito più che a Rodolfo Graziani.
L’erba del vicino è sempre più verde e rigogliosa; forse perché è maggiore lo spargimento di globuli rossi e bianchi lì dove ora nasce la gramigna dell amnesia perenne …
O si eleva all’ ennesima potenza tutto ciò che ormai più estero non è, o si lascia perdere davvero tutto confinandosi nel dimenticatoio che eviterebbe di gran lunga di farci vedere questo ciclo assurdo di macellati e macellai dalle “ parannanze “ sporche di sangue di vitellini.
Ma tutti i panni sono sporchi “ fortunatamente “; anche se dubito che qui nell’ Italietta borghese 2 non donna doi province ma bordello “ qualcuno li abbia mai davvero lavati.
E quale tipo di ammorbidente è stato usato ? quello di chi sapeva ma taceva, di chi avrebbe voluto ma non ha potuto perché profumatamente pagato dal momento e dal suo potentato.
Quale Storia figlia del Tempo e non dell’ autorità se per ben 50 anni di imperfetta democrazia mi hanno insegnato che i nati dal 1977 in su possono anche morire tra il precariato e il burocratese Prussiano e Galoppante ?
I Nostri cari, dolci “ fragili “ nonni ci hanno raccontato di una guerra; una guerra fatta di piombo e ferro e macerie.
Noi di risposta racconteremo forse ai nostri nipoti di una guerra fatta tra le scartoffie della Regione Lazio attendendo invano un posto come supplente nell’ attesa non veniamo colti da un ictus tra un ricorso di un concorso e una domanda per un pezzo di carta igienica.
Con la quale pulirmi il culo come sto facendo – in maniera del tutto signorile – ora con il mio pezzo di carta Laurea che attesta che sono felicemente inquadrato nella qualità Storico, sinottico, teoretica del Regime che non è !
E se mi azzardo tra i “savi “ o gli “ stra Ordinari “ professoroni a dire “ la mia 2 che troppo non è, beh vi assicuro che non so neanche se avrò in questo paese “ meravigliosamente democratico “ un posto tra i più screditati dove occupare il mio tempo sperando iin una frugale ed improbabile diaria …
Il Batt.ne Barbarigo così come tanti reparti della Decima mi ricordano che davvero si può morire da Italiani perrchè prima si è vissuto come esemplari cittadini del mondo.
E all’ ignobil figlio di una catena che ha inizio l’otto di settembre grido “ Muia il Cagoja ! “ e a chi la pensa come me e con me non posso che rigirare una Cameratesco BENEAUGURANTE !!

Ai migliaia di morti della Decima e a chi ne testimonia con tanti soprusi e difficoltà le vere gesta storiche; al camerata Emilio Maluta (www.decima-mas.net ) è dedicata questa piccola digressione

Cristiano Turriziani

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