giovedì 23 agosto 2007

Miss Ciociaria 2007: Cronache dal pianeta delle scimmie


Ho spudoratamente provato, tentato più di qualche volta di dare fiducia a questo zoo dove abito; uno zoo chiamato Frosinone dove per capire la mentalità degli abitanti basta guardare strade e case e si capisce perché se vi è un Europa che va verso una sorta di linguaggio dei simboli noi ancora dobbiamo arrivare al linguaggio.
Contesto: Largo Turriziani ore 23.00 circa; la kermesse – come la chiamerebbe una sottospecie di babbuino – era iniziata da parecchio.
Gente o meglio animali sotto e sopra dappertutto; inconfondibili certi odori e il tipico abbigliamento da mare ormai entrato con violenza nella moda dei giovani.
Infradito e maglietta sudicia pagata per altro dai 200 euro in su.
Sorvoliamo …
In questa cornice di squallore assoluto per chi certo non avrebbe la presunzione di chiedere la bella epoque ma almeno una parvenza di bella presenza quanto meno da un punto di vista prettamente linguistico espressivo, ecco che si consuma l’ultimo atto della tragedia.
Su un palchetto dove sono presenti un manichino con la parrucca che dice di essere un “ cantanto “, la “ bellissima “ Paola delli Colli, certo Cestra del comitato organizzativo e ciliegina sulla torta gli assessori Massimo Cavicchia e Ombretta Ceccarelli - versione trash di Via col Vento – si recita a soggetto le ultime battute dell’ italico e nobile idioma.
E non ci metto poi tanto a vedere come non solo qui in Ciociaria Dante non si sia fermato, ma come manchi a questo popolo ricco di folklore e tradizioni più o meno condivisibili una lingua propria.
Avrei voglia di alzare il tricolore, o dio sventolare la bandiere papalina o di tenere alto il sigillo Borbonico tanto per farne un atto risorgimentale ma qui il problema è – ahimè – più grande di quello che appare.
No ! non guerre ed Ideali; non patria e onore ma lingua.
Qui non si vuole ma sopratutto non si sa parlare. Non si conoscono regole di sintassi, i verbi non vi dico usciti fuori come dal mantello del mago Thelma, e poi allocuzioni, perifrasi ma de cheeeee !
Sembra di essere atterrati con una astronave tra i trobiandesi o in una sperduta etnia dello Zambia invece signori le “ splentite racazze “ ci ricordano che siamo a Frosinone !
Sulla bellezza femminile de gustibus anche se la sfilata sembrava sponsorizzata da Benetton ma non mi voglio soffermare su queste “£ quisquiglie “ ed andare a fondo nell’ argomentazione relativa al processo evolutivo e linguistico.
Se, la memoria non tradisce, il problema fondamentale è presto detto.
La “ Rustica progenie “ se venisse lasciata nel suo habitat naturale non darebbe adito a simili polemiche ma il problema fondamentale e se viene eretta a mo’ di Zoroastro all’ interno di quella gabbia città che diviene trono; e problema ancor più grande è se pontifica parlando perché il limite – per quanto NESSUNO mai al giorno d’ oggi ce lo riconoscerà – c’è a tutto.
E lo spettacolo offerto dal pianeta scimmia – intendendo per una volta non l’aggettivo cui fa capo uno stimolo dettato da un impulso di natura erotica – dicevo, il pianeta scimmia da il meglio aggrappandosi a quattro zampe su sbilenche aste di microfoni che di risposta tal fragore sibilano, urlano, rumoreggiano e – Dio c’è – si spengono.
Nel momento clou proprio quando uno della specie tira fuori a mo’ di gran finale di Gran Partita uno di quei neologismi che se ci fosse entrato tutto avrebbe davvero colorito la serata con tinte mai viste sinora.
Mi ridesto, è un sogno ? dico. E allora buonanotte. Forse è un incubo.
Bene …
Vado a dormire, nella speranza di non risvegliarmi domani per ciò che ho veduto, sentito e appreso al di sotto della scimmia, come organismo unicellulare …

Cristiano Turriziani

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